| Contaminazioni d’arte Intervista a Lola Vitelli
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Contaminazioni d’arte Intervista a Lola Vitelli

Oggi la nuova generazione che vive nella velocità, che usa tablet, selfie, smartphone, web, internet, guarda contemporaneamente moda, arte, cinema, video, food, vino, viaggi, diciamo tutto, usa praticare la moda per fare arte. È in definitiva un confine molto labile, ma che fa capire come l’arte e la moda compongano un progetto visivo contemporaneo, anche per il fatto che “arte artigiana” vuole pure dire “pezzo unico”.

La moda, forse a causa del periodo di crisi, non è più solo passerelle, ma ricerca attenta, selezione, nuove proposte di qualità e coraggio rivolte a un mercato difficile, capace di attrarre buyer internazionali sempre più esigenti; nonostante l’importanza che ha il digital sulle griffe, la stessa velocità di comunicare, il fast fashion, l’uso del tablet per velocizzare e veicolare tutto, proprio nell’ultima 90esima edizione di Pitti Immagine, anche grazie alla partnership con il nuovo direttore degli Uffizi Karl Schmidt, ha fatto notare importanti cambiamenti di tendenza: la rivoluzione del concetto di estetica e di gusto, e, con la riapertura della mitica Sala Bianca, dove è sbocciata la moda italiana, si è voluto portare in riva all’Arno un progetto speciale, l’abbinamento della Moda con l’Arte, concetto sposato totalmente anche dai brand più giovani per i quali il luogo comune è minuziosa ricerca, artigianalità, rigore del bello.

Tra questi Lola Vitelli, una delle voci più originali del mondo dell’arte in Italia: abruzzese di Vasto, ha presentato un suo progetto inedito sull’accessorio borsa sospeso sul filo dell’arte. L’artista, coerente con un percorso di ricerca fra unicità della forma e modernità del materiale, è mossa dalla curiosità che la stimola a cercare concetti nuovi, non banali, secondo una sofisticazione che porta alla manualità originale. Lola Vitelli crea manufatti – le borse da donna – che hanno come elemento diversificatore la creazione di un prodotto unico, l’arte abbinata al pellame, per aprire una strada nuova, unica e originale, con una elevata qualità del prodotto.

Una vita vissuta nell’arte, quella di Lola Vitelli, per concepire in maniera viva, originale, eclettica, un accessorio utile, che fa moda, che veste, ma che è in sintesi un’opera d’arte. Una tecnica innovativa che entra nel bagaglio di idee d’artista, che genera l’emozione di una cosa unica, un’espressione senza limite che va dal disegno alla pittura, e infine al glamour dell’arte concentrato in un accessorio femminile, una borsa, un abbinamento intrigante che ha come tema la curiosità.

Borse senza tempo, attuali, per esprimere la personalità di chi le porta, pellame di altissima qualità, metallerie preziose fatte in oro, pietre, gioielli: si potrebbero chiamare contaminazioni d’autore oppure semplicemente il modo di vivere un opera d’arte, non solo appesa a un chiodo in casa o in galleria, ma direttamente on the street.

Lola, chi sei?

Come artista mi firmo Lola Vitelli, il mio progetto di arte e fashion rivolto agli accessori borse l’ho chiamato Art Luxury Bags, borse di lusso che strizzano l’occhio all’arte diventando pezzi unici.

Da cosa nascono i tuoi primi modelli?

Per me, quando creo una borsa, è come guardarmi allo specchio, vedo un’altra me, una persona che si reinventa in un’altra sezione, collaterale, una mia opera usata come una stampa nel fashion contemporaneo, un graffio, un’impronta non meno creativa di un dipinto stesso, solite emozioni ma suggestioni diverse per far nascere un’estetica sensuale e originale, una sorta di fisicità nell’arte. I modelli Lola e Alessandra nascono da un’opera che ho realizzato a Napoli, Solo Tu, infatti cerco con le mie creazioni esclusivamente made in Italy di rivolgermi a donne che esibiscono un accessorio “pensato solo a loro”, che siano fiere della loro unicità.

“Raccontaci” le tue borse

Nel mio lavoro non mi fermo mai, tutto il mio percorso artistico è costruito intorno alla curiosità, sono sempre concentrata sul prossimo progetto e così è stato anche per il capovolgimento delle mie opere nei confronti della moda, ho voluto creare un doppio gioco, l’arte on the street, non solo attaccata a un chiodo ma fruibile anche per strada. Nel mondo del fashion sono definita “Artista che veste i suoi quadri”: le ho presentate per la prima volta a Pitti Immagine, sono estremamente preziose, in pitone reticolato del Laos, fatte da artigiani maestri d’arte napoletani che rendono uniche le creazioni arricchendole con metallerie pregiate, fibbie e chiusure placcate in oro 18 Kt. Per questo mio progetto amo molto le parole di Alessandro Baricco che lo interpretano in pieno: A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni.

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